Diete…diete… diete… la Dieta ZONA.

logoezgate.gif         Forse, avendo fatto il corso sulla Dieta a Zona con Barry Sears in persona ed avendo ottenuto il “grado” di Enerzona Consultant—che sarebbe poi il Consulente Enerzona- posso essere tacciato di scarsa obiettività sull’argomento.

A mia (parziale) discolpa posso dire, però, che da quando cominciai a conoscere la Dieta ZONA a quando mi sono convinto della sua sostanziale validità, è passato oltre un anno, durante il quale non solo la ho utilizzata personalmente (ogni tanto con qualche strappo… anche i nutrizionisti hanno i loro limiti), ma ho verificato sulla letteratura scientifica la veridicità dei presupposti su cui si basa ed ho dovuto giungere alla conclusione che tutti i presupposti sono validi.

Non ho mai avuto troppa fiducia, infatti, nelle teorie che pretendono di abbracciare tutto, ma se si verificano sulla letteratura scientifica le varie affermazioni di Sears, ci si accorge che sono confermate. Io lo ho fatto e la cosa mi è costata molto tempo, ma ne sono soddisfatto. In cosa consiste in breve la Dieta ZONA? Il cibo non fornisce solo calorie e vitamine, ma modula la produzione di molti e fondamentali ormoni.  Attraverso l’apporto alimentare è importante ridurre al massimo le oscillazioni della glicemia, oscillazioni che, se sono ampie, hanno molte ricadute negative, una delle quali, e forse neppure la peggiore, è l’ accumulo di grasso.

Questo può essere ottenuto mangiando spesso, ovvero 5 o anche 6 volte al giorno, e rispettando ad ogni pasto il famoso 40-30-30. L’apporto calorico deve cioè provenire al 40% da carboidrati (preferibilmente lenti come frutta e verdura), il 30% da proteine (vanno bene carni bianche e pesce, ma tenete presente che esistono i legumi e in particolare la soia, che sarebbero migliori) ed il 30%  da grassi prevalentemente vegetali, in particolare olio di oliva.

La dieta, che non è di per sé una dieta dimagrante, ma solo un corretto modo di mangiare, per quello che ho sperimentato su di me funziona piuttosto bene, anche se richiede una costante attenzione e comunque alcune modifiche delle abitudini alimentari che forse non tutti sono disposti  a fare.   Quello che ha di positivo è che non si soffre mai la fame e, se ce ne è motivo, si dimagrisce anche. Non si deve però mai dimenticare che sia una costante attività fisica sia l’adozione di tecniche di rilassamento fanno parte integrante della Dieta ZONA e non possono essere separate dalla parte alimentare. Qualcuno pensa che sia una dieta complicata, quasi da intellettuali. Personalmente non lo credo. Vi faccio un esempio di quello che potrebbe essere un semplicissimo pasto da tre blocchi  (il blocco è l’unità di misura usata dalla dieta ZONA ):

– 2 fette di pane integrale (40 gr) + 60 gr tra prosciutto magro e formaggio stagionato oppure 150 gr di formaggio di soia ( così uno mangia anche di più + 200 gr (una tazza) di latte parzialmente scremato (se nel panino ci mettete una  buona dose di insalata va molto meglio)—

Non mi pare complicato. Naturalmente la dieta a Zona si presta anche a pasti più raffinati.

Comunque, se posso dare un consiglio, anche se decidete di seguire la Dieta a Zona, ogni tanto fate qualche strappo alla regola.

 

 

Io mi ci trovo bene e voi???????????????

se vuoi approfondire questo o altri argomenti,

visita:     www.inzonadieta.org

 

oppure

www.psicos.org

per contatti:

  g.buracchi@gmail.com

 

 

 

 

 

Lascia un Commento